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 GABRIELLA EMANUELA MARIA POLA MAESTRI Curriculum
Nata a Torino, dove ha conseguito la laurea in Giurisprudenza, vive e Milano dal 1979. Esercita la professione in campo legale finanziario. Nel 1999 ha pubblicato il libro di antropologia "Dottore dica 33"
 

 

 CONSULENZA FINANZIARIA

STUDIO INTERNAZIONALE

Iscritta all'Albo Unico Nazionale dei Promotori Finanziari. Delibera Consob n° 5844 del 18/12/91

 

English  FERTILITY: MALE OR FEMALE?
 
 


Dottore dica 33 Copertina di Stefania Cavatorta Le opere
Libri       "Dottore dica 33"

Poesie   "Figli"
            "
Un amore cosi'"
            "Il sorriso dell'amore"


Acquerelli  "Casale"
 
Ritratti      "Il David"
 
Riproduzioni d'autore

 



NEWS DI GABRIELLA POLA


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03/12/2020
I RIMEDI NATURALI NELLE MALATTIE INFETTIVE ESANTEMATICHE


CORSO: LEZIONE N. 17 I RIMEDI NATURALI NELLE MALATTIE INFETTIVE (libro: "ROSA O AZZURRO: Se si potesse scegliere" )

Il MORBILLO: Si trasmette direttamente con il respiro da una persona all'altra, quindi si può contrarre ad es. stando nella stessa classe. L'incubazione dura da dieci a quindici giorni o poco più. La febbre è quasi sempre elevata, e non diminuisce molto nemmeno con i comuni medicamenti, il bambino ha il raffreddore e gli dà fastidio la luce (fotofobia). Dopo pochi giorni compaiono le macchie rosse che sono irregolari, a volte si uniscono fra di loro. In questa fase dei primi giorni la malattia è molto contagiosa, anche nei successivi venti giorni. La complicazione più frequente è la bronchite, a volte l'otite che possono manifestarsi anche dopo qualche giorno dallo sfebbramento. La complicazione più temibile è l'encefalite, fortunatamente rara. Secondo i pediatri il bambino in tutte le malattie non deve essere forzato a nutrirsi; nella prima fase acuta è bene rispettare le sue richieste, proponendogli cibo in dosi ridotte; è importante che beva soprattutto bevande leggere come acqua con limone o spremute di agrumi in genere (per l'apporto di vitamina C). Se il bambino vuole nutrirsi è bene assecondare le sue richieste, rimanendo nell'ambito di cibi leggeri. Gli alimenti vengono assimilati dalle cellule corporee, diventano parte del corpo e devono essere considerati attentamente in ogni caso, soprattutto nel periodo di febbre che quando è alta in genere causa disappetenza per alcuni giorni, ma anche in seguito non appena il bambino senta la necessità di nutrirsi in modo regolare. L'apporto vitaminico, oltre che di sali minerali, vitamine etc. nonché di tutte le sostanze necessarie, può essere completo anche con alimenti semplici ed è molto importante. Un esempio di alimentazione cura può essere il brodo vegetale, preparato con prodotti che oltre a proteine e carboidrati danno un apporto di sali minerali e vitamine completo ad es. contenenti: carota, zucchino, patata e cipolla che danno apporto di vitamina A, benefica per il fegato, potassio, antibiotici, analgesici e diuretici naturali. Il brodo può contenere carne bianca (una tra le più leggere, come quella di coniglio). Un alimento importante, nel corso delle malattie esantematiche, è il riso in bianco, ricco di magnesio, vitamine del complesso B etc. quindi benefico come ricostituente naturale del sistema nervoso, coinvolto in queste malattie, consigliabile anche per l'amido stesso, contenuto nel riso può avere effetti benefici in generale e per gli organi interni e la pelle, colpiti dall'esantema. Per quanto riguarda la febbre alta valgono i principi medici generali secondo i quali, poiché la temperatura corporea sale per combattere la malattia, non si deve farla scendere di molto; le prescrizioni dei medici vanno seguite dopo aver riferito al medico se il farmaco non è stato mai assunto e tenendo conto anche del fatto che alcuni bambini hanno dimostrato reazioni diverse alle assunzioni di uguali dosi di medicinali. Per tali motivi, come già scritto è sempre bene utilizzare inizialmente dosaggi ridotti, rispetto a quelli indicati sulle prescrizioni; anche in quanto una dose minore può alleviare i sintomi, tuttavia non provocando un'eccessiva discesa della temperatura, permette che la reazione termica corporea svolga la sua azione naturale di difesa dell'organismo contrastando la malattia. Non ci sono molti dati a riguardo, tuttavia vi sono stati diversi casi in cui si sarebbe riscontrato che facendo scendere troppo la temperatura con i farmaci, invece di anticipare la guarigione si è provocato l'effetto opposto e negativo, con ricadute a breve o a volte il prolungamento della virulenza della stessa.

LA SCARLATTINA è dovuta ad un germe responsabile che è lo streptococco e si trasmette da un individuo all'altro; l'incubazione dura da due a sette giorni. L'inizio della malattia in genere è brusco con febbre alta, anche sopra i quaranta gradi, mal di gola, vomito, dolori addominali, lingua ricoperta da una patina biancastra. Entro 24-36 ore compare l'eruzione che parte dal torace, si estende al corpo, non al viso che può essere arrossato per la febbre, tranne che nella zona che comprende il naso e la bocca, dove rimane una zona pallida che contraddistingue la malattia (definita: maschera scarlattinosa).

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Le macchie sono molto rosse e vicinissime dando l'impressione che tutto il corpo sia arrossato. L'arrossamento è particolarmente accentuato nelle pieghe ascellari ed inguinali, dove a volte possono comparire macchie rosso scuro (le cosiddette petecchie). In alcuni casi si gonfiano i linfonodi del collo, la lingua diventa rossa scarlatta, con dei puntini: è "la lingua lampone” tipica di questa malattia. Dopo qualche giorno, al massimo 5 o 6 l'eruzione scompare, in 15-20 giorni la pelle delle palme delle mani e della superficie plantare dei piedi si squama. La malattia è contagiosa ancor prima della comparsa dei sintomi e lo rimane per il periodo della desquamazione della pelle. La complicazione temibile è la nefrite che compare verso il ventesimo giorno della malattia, pertanto in genere il pediatra prescrive un controllo delle urine. La cura come per le altre malattie consiste nel riposo al caldo, seguendo le indicazioni relative alla dieta sopra indicate. Il medico dovrà decidere se prescrivere o meno gli antibiotici.

LA VARICELLA è molto contagiosa, in un ambiente chiuso si trasmette anche a distanza di molti metri, l'incubazione dura tra i dieci ed i 21 giorni. Il primo sintomo sono le macchie rosse che possono avere diverse dimensioni (da una capocchia di spillo ad una lenticchia) ed in parte si trasformano in vescichette. E' importante non toccare le vescichette che si rompono ricoprendosi di una crosta o si essicano, per non infettarle ed anche perché non rimanga il segno. Oltre alla possibilità d' infezione delle vescichette le complicazioni possibili, sono quelle a carico del sistema nervoso (meningite, encefalite ecc.), rare nel bambino normalmente sano. La malattia è contagiosa dalla comparsa delle macchie fino alla caduta delle croste. Statisticamente se il bambino ha seguito dall’infanzia un’alimentazione corretta e non ha patologie concomitanti se tenuto a riposo al caldo, con un'idratazione ed un'alimentazione corretta, come indicata dai pediatri citati nella bibliografia (descritta nella prima parte di questa Lezione), può superare queste malattie, senza complicazioni o ricadute, anche se non sono da sottovalutare, rispettando i dovuti riguardi, le attenzioni ed i tempi di guarigione, come stabiliti.

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LEZIONE N. 18 “L' ALLERGIA E LE MALATTIE INFETTIVE”

Si ricorda quanto già scritto a riguardo delle forme allergiche che si manifestano con difficoltà respiratorie o eruzioni cutanee ossia l'importanza che venga innanzitutto adottata una dieta (già indicata nelle Lezioni precedenti). Se si trattasse di forme particolarmente gravi di allergie, come quelle che si manifestano con attacchi d'asma o difficoltà respiratorie, si riferisce come si siano avuti benefici scegliendo una dieta rigorosa, per un periodo di tempo lungo di un mese che prevede: pasta o riso in bianco, carne di tacchino ed insalata, frutta non di stagione, quindi essenzialmente mele e limoni; evitando gli alcolici. Dopo un periodo di due settimane le sintomatologie allergiche sono quasi sempre scomparse e dopo un mese si è riscontrata una guarigione delle forme allergiche che spesso non si sono più manifestate nel tempo, qualora vi sia l'attenzione di proseguire un'alimentazione prevalentemente in linea con le diete descritte. L'importante è assumere cibi semplici, senza additivi che sono la principale causa delle intolleranze alimentari, ad es. le uova o il latte prodotti in allevamenti all'aperto, sulla terra, dove gli allevatori oltre a permettere l’alimentazione spontanea su terreni naturali, utilizzino altri nutrimenti semplici, naturali, ad. es derivati da animali allevati allo stesso modo. A volte anche le bronchiti dei bambini o le infiammazioni delle adenoidi e delle tonsille sono causate da allergie o intolleranze dovute all'assunzione ripetuta di cibi con additivi o conservanti e d'altra parte ad un genere di vita troppo sedentaria. I VACCINI. In genere vengono controllati e non dovrebbero causare pericoli, però spesso alle vaccinazioni seguono reazioni di diverso tipo, anche se non risultano molti dati a riguardo; alcuni virus che possono in alcuni casi aver determinato malattie o tumori di origine virale, come si è più volte letto, potrebbero essere stati trasmessi con trasfusioni, difficilmente controllabili sempre in modo perfetto o come si è rilevato in passato, con alcuni tipi di vaccini; oltre a poter essere contratti tramite contagi in seguito a contatti, in genere stretti, con persone malate. Vi sono, come noto, intolleranze ad alcuni tipi di farmaci: quando vi era solo il vaccino per la poliomielite, la stessa vaccinazione era prescritta separatamente da altre vaccinazioni e non andava effettuata in bambini con sensibilità alla penicillina. In realtà come già scritto a proposito delle altre malattie infettive, sarebbe necessario vaccinarsi quando si tratti di malattie gravi, per le altre non sempre vi sono cure efficaci, il miglior modo per evitare le complicazioni è rispettare il decorso della malattia, senza avere fretta, stando a riposo al caldo. Si è constatato che a volte i medicamenti che sembrano efficaci, in alcuni casi si dimostrano palliativi, in quanto provocano l’attenuazione della malattia che però non è conclusa, dovendo seguire il decorso dei giorni più o meno previsti per ciascuna di queste malattie; quindi vi è l’illusione di una guarigione apparente che porta a riprendere la vita normale, mentre proprio per non aver rispettato i tempi di guarigione, la malattia può ripresentarsi con recidive a volte anche in modo più grave o con complicazioni. Non si deve dimenticare che la complicazione più pericolosa è la meningoencefalite che si può manifestare nel corso delle malattie infettive descritte nella Lezione N.17 e delle altre di seguito indicate, nonché di qualsiasi forma febbrile, ma si ripete che tali gravi complicazioni sono estremamente rare per il bambino allevato in modo sano, riguardo all' alimentazione e con una vita di movimento all’aperto. Per fare un esempio riguardo ai farmaci inutili o talora dannosi: negli anni '70 era stato prodotto un farmaco che interrompeva il raffreddore immediatamente, tuttavia il raffreddore s’interrompeva, ma poi si ripresentava, con un decorso molto più lungo, rispetto ai tre-quattro giorni che occorrono alla guarigione normale di un raffreddore. Il farmaco non è stato quindi più prodotto.

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LA PAROTITE in genere è una malattia benigna, in alcuni rari casi può manifestarsi però una complicazione gravissima, verso l'ottavo-decimo giorno dall'inizio della febbre che è l'infiammazione degli organi genitali sia nei maschi sia nelle femmine e se non curata bene può comportare in alcuni casi ancora più rari, ulteriori complicazioni, fino a provocare a volte conseguenze gravi come la sterilità; pertanto nell'evenienza va consultato il medico. Tuttavia è meglio cercare di evitare con la prevenzione queste complicazioni, evitando di prendere freddo ed avendo i riguardi indicati, durante il decorso della malattia che è di circa dieci-dodici giorni dall'inizio della febbre alta. Anche se la febbre in genere scompare dopo quarantotto ore, come scritto nei libri di medicina, la malattia si protrae fino alla scomparsa delle tumefazioni ad entrambi gli orecchi che a volte si possono manifestare in due tempi ossia prima ad un orecchio e poi all’altro; in questo caso diventa più lungo il decorso, quindi sarà prolungata di altri otto giorni la convalescenza da rispettare.

LA PERTOSSE può causare gravi disturbi respiratori e può essere necessario portare il bambino in un luogo dove possa respirare aria pura (campagna o montagna). Durante l'attacco di tosse può favorire far respirare al bambino vapori caldi; la complicazione più temibile, ma rarissima è la broncopolmonite che andrebbe evitata con gli accorgimenti ed i riguardi dovuti; nel caso il bambino sia molto abbattuto ed abbia difficoltà respiratorie si deve consultare il medico. Malattie molto rare oggi, sono la difterite e la poliomielite, date le vaccinazioni obbligatorie, previste per queste malattie che garantiscono una protezione quasi assoluta. -La difterite viene diagnosticata con la ricerca dei germi batterici in gola e quando la ricerca è negativa per due volte, il bambino risulta guarito; le complicazioni potrebbero manifestarsi a diversi organi (cuore, reni, ghiandole linfatiche, cervello, occhi ecc., come riportato nei manuali di pediatria), pertanto nel dubbio ossia quando la tumefazione della gola sia molto evidente e la respirazione difficoltosa, va consultato il medico. -La difterite e la poliomielite, non si manifestano più nelle forme cosiddette maligne ed anche la complicazione temuta della paralisi che possa colpire qualche organo non si presenta o può essere leggera e passeggera ovvero guarire. Nei testi di pediatria citati, sono riferiti casi di poliomielite leggera, guariti senza complicazioni, senza neppure essere stata curata. Questo dimostra come le stesse malattie possano manifestarsi anche con gravità differente. In ogni caso nel corso di tutte le malattie se il bambino ha febbre molto alta, sonnolenza, vomito e sintomi che evidenziano una gravità, il pediatra visitandolo potrà verificare che non vi siano rigidità del collo o altri sintomi che sarebbero i più temibili da dover riscontrare con urgenza, in modo da decidere se sia necessario prescrivere le cure adatte.

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Bibliografia: "Il Bambino Nuovo" dottor Marcello Bernardi- Milano Libri Edizioni. "Dottore dica 33: a che punto è la scienza?" dott.sa Gabriella Pola- Milano 1999


Copyright dott.sa Gabriella Pola - Libro: "Rosa o Azzurro: se si potesse scegliere" 1966-2020 -


12/07/2020
NEONATI E PREVENZIONE
Secondo i dati elaborati negli anni dalla ricerca, i neonati che assumono il latte materno hanno maggiori difese immunitarie, grazie agli anticorpi generici e specifici ricevuti, prima durante la gestazione e quindi durante l'allattamento. Si può dedurre empiricamente da tali dati la nozione che il neonato dovrebbe vivere a contatto ed essere gestito esclusivamente dalla madre, in quanto oltre ai benefici affettivi che avrebbe per la formazione del suo carattere, le difese immunitarie sarebbero analoghe e lo preserverebbero da contagi di diverse malattie. L'allattamento può proseguire anche dopo l'anno d'età, un tempo se pur abbinato allo svezzamento, si protraeva sino ai tre anni.


19/03/2020
RISCHI PER I GIOVANI RAPPRESENTATI DA BATTERI E VIRUS
Se si legge su testi ufficiali la definizione di virus risulta evidente che per evitare l’originarsi ed il diffondersi delle malattie sarebbe importante favorire la collocazione delle persone sul territorio, come principio generale e necessario, prevedendo la distribuzione delle stesse in modo proporzionale, rispetto agli spazi, in tutte le zone, soprattutto in luoghi già evidentemente molto compromessi dalla presenza di cause inquinanti e non ultimo dal diffondersi di numerose malattie. La presenza di molte persone in tali zone non farebbe che aggravare la situazione del territorio, pur esso provato ed in alcuni casi anch’esso malato, quindi favorente il prodursi ed il diffondersi di malattie. Per prevenire e difendersi dalle malattie occorre evidenziare le cause dalle quali hanno origine. -Il virus (voce lat., veleno) è un microrganismo patogeno, parassita obbligato, ultramicroscopico, caratterizzato dalla capacità di riprodursi solo nelle cellule viventi, causa d’infezioni nell’uomo che penetra nell’organismo umano attraverso il sangue (epatite e AIDS) o per inalazione(influenza). Vi sono infezioni virali latenti ed altre persistenti. I virus animali possono essere trasmessi direttamente da malato a sano oppure tramite escrementi, cibi e bevande inquinati da portatori, polveri infette, mediante il morso di animali infetti, le escrezioni di vertebrati inferiori, la puntura di un antropodo vettore. I virus vegetali si trasmettono prevalentemente tramite l’innesto di una porzione di pianta malata in una sana sensibile, ma talvolta possono essere veicolati da insetti–. Le documentate origini dei virus, provenienti sempre da territori inquinati, con la caratteristica di essere affetti dalla presenza di batteri in eccesso, induce la considerazione logica di dover ridurre la presenza delle cause ovvero dei batteri, quindi degli elementi inquinanti, prodotti dai fattori elencati. Peraltro prevedendo d’altra parte d’incrementare gli spazi verdi, rigeneranti i normali equilibri naturali. Molte pubblicazioni riportano la descrizione e documentazione delle cause di molte malattie o forme virali e del successivo contagio tra le persone, ( ed. Rizzoli- Larousse-), anche libri (-Dottore dica 33: a che punto è la scienza- Pola pag. 11). Fatto importante, riportano il dato - che risulta diversi virus possano rimanere latenti nell’organismo umano, anche dopo la guarigione - questo dato induce, per deduzione, la considerazione che pur essendo la guarigione il fatto principale, auspicabile, il rischio della latenza del virus nel corpo umano (che pertanto potrà ripresentarsi in un altro momento) rimane un pericolo incombente, da evitare a priori, cercando di non venire a contatto con elementi infetti. Questo nel breve termine per evitare il contagio, tuttavia al contempo si dovrebbe provvedere ad eliminare le cause che inducono l’origine dei virus, con i conseguenti casi di contaminazioni e contagi, quali quelle rilevate nei territori contaminati, troppo popolati e inquinati. Si deve considerare che l’evenienza di ammalarsi e guarire, potrebbe essere considerata accettabile, per le persone di una certa età, sempre tenendo presente che il rischio della vita aumenta gravemente per tutti, con l’aumentare della gravità e del numero delle forme virali contratte; per i giovani invece che sono all’inizio della vita e oltretutto hanno la funzione di procreare, non è accettabile la previsione del rischio di non poter evitare di contrarre numerose malattie virali. I giovani se si ammalano e pur guariscono, rischiano di compromettere precocemente la loro salute, in funzione del numero dei virus contratti e della loro gravità. Le nuove generazioni vanno preservate, innanzitutto le giovani donne che dovrebbero avere la prerogativa di vivere in salute ed affrontare la gravidanza ed il parto esenti da patologie, per evitare rischi gravi di subire complicazioni loro stesse ed i loro neonati; vanno salvaguardate con ogni garanzia possibile. Oggi sembrerebbe utopistico eppure quanto si potrebbe prevedere per i giovani, l’unica “Arca di Noè” immaginabile nel momento attuale, per vivere in modo sano, sarebbe abitare in spazi aperti nel verde, distanziati tra di loro, con un territorio circostante esteso. Lo schema ideale sarebbe, come è sempre stato il modello di vita delle piccole o grandi case agricole o fattorie che vi erano un tempo che pur esistono, in alcune zone verdi privilegiate ed andrebbero preservate e riprodotte ovunque sia possibile.


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